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I due volti di una vita - Sara Nucera

  • Immagine del redattore: Admin
    Admin
  • 2 nov 2016
  • Tempo di lettura: 4 min

Era un gioco di maschere la vita, dopotutto ognuno di noi ne aveva una, o forse anche di più.

Una protagonista di nome Alice, persa in un mondo pieno di oscurità dove la luce sembra solo una chimera lontana, percorre una strada che le frana più volte sotto i piedi, si graffierà, soffrirà fino ad arrivare così in basso da avere paura persino di guardarsi allo specchio.

Ci sono legami che sei costretta a dover spezzare se vuoi star bene.

Sara Nucera padroneggia uno stile di scrittura scorrevole ed essenziale, adatto sia a giovani adulti che per i più grandi. Si tratta però di una storia dalle linee dure e marcate, gli attimi di serenità della protagonista rispecchiano i reali momenti di gioia che il lettore proverà con Alice, pochi ma buoni. Tante sfaccettature tribolanti vengono sottolineate, più volte, in queste 128 pagine, che cominciano da una dolorosa separazione, Alice decide chiudere un capitolo fondamentale della sua esistenza, Mario, il ragazzo che ha accompagnato quattro anni della sua vita prendendola in giro, fino ad espandersi incredibilmente, con una grave malattia che affligge un suo amico, per poi esplodere, con una morte di una persona a lei molto vicina.

Strofinai così forte da voler rimuovere quel dolore, tanto da voler rimuovere lividi interni provocati dalla sua mancanza di parlarmi, lividi provocati dalla totale assenza di qualcuno a cui appoggiarmi moralmente.

Questo libro rappresenta il dramma di una singola persona che però diventa collettivo coinvolgendo il lettore e incatenandolo alle parole. Il nome Alice fa subito pensare a Lewis Carroll e i suoi personaggi ricchi di fantasia che rappresentavano una Londra passata piena di eccessi e difetti, la protagonista di Sara Nucera viaggia invece in un’abisso ricco di drammi personali che la spezzetterà in tanti piccoli frammenti. I vari toni della depressione faranno da padrone nell’opera, ma i bei momenti trascorsi in compagnia degli amici sono sempre dietro l’angolo. Sarà l’amore per i libri ad unirla e a distruggerla.

Era il rifugio per i cuori solitari, infranti, smarriti in qualche fantastico libro, cuori che potevano esser curati o ridotti in pezzi soltanto da splendide parole ammuffite su fogli rilegati a mano considerati capolavori.

Proprio questo amore le permette di incontrare un ragazzo che per lei diventerà più di un semplice amico. E quando lui si troverà in difficoltà lei gli leggerà “le città invisibili” di Calvino, libro molto importante nel loro rapporto.

Era un libro infinito, un libro senza finale, il nostro libro, il nostro contratto, l’unica cosa che potesse dargli un minimo di sollievo, l’unico oggetto che poteva introdurre le parole in quella vita di inaspettato, perenne, silenzio

L’amicizia la porterà a covare una rabbia incommensurabile verso l’ingiustizia di una scelta, forse sbagliata o semplicemente inaccettabile.

Lo amavo in modo diverso, lo amavo come si amano gli arcobaleni, le rondini che sfiorano il mare. Lo amavo come si può amare l’acqua quando hai sete, perchè ne avevo bisogno, era la mia ancora ed io sono affondata con lui.

A farla riemergere sarà il destino, o una semplice coincidenza arrivata nel momento giusto, con un disegno particolare sulla maglietta che la colpirà…

Mi stinse a sé, come se non aspettasse altro, mi strinse così forte da poter spezzare ogni singolo osso che costituiva il mio corpo, ma non aveva importanza, mi sentivo leggera, protetta fra le sue braccia.

Questo libro è un percorso per chi ha perso qualcuno, riapre ferite mettendo parole nelle piaghe, vi insegnerà che la rabbia “è la peggior malattia per chi non dimentica” e che bisogna avere la forza di superare situazioni che spesso non hanno un punto di fine, il dolore ci sarà sempre bisogna imparare a conviverci.

Alice è una normale ragazza alle prese con l’inizio dell’università, la sua vita apparentemente perfetta viene stravolta dalla fine di un amore che l’aveva accompagnata durante tutta la sua adolescenza. Il senso di vuoto che la pervade la distrae da tutto quello che aveva sempre immaginato per il suo futuro, lasciandola con infiniti punti interrogativi ed un’incolmabile tristezza nel cuore. Soltanto nella piccola libreria della cittadina medievale dove è nata e cresciuta, può trovare rifugio da quell’assillante senso di vuoto. Cosa le riserverà il destino? Troverà mai l’amore di nuovo?

Sara Nucera è nata a Roma il 5 dicembre del 1994, vive a Nettuno e si è diplomata presso il liceo scientifico Innocenzo XII di Anzio. Sta conseguendo la laurea in Lettere moderne presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha sempre amato scrivere, questo è il suo primo libro.

Altre frasi sottolineate

Eravamo io e lui, due universi paralleli destinati ad incontrarsi, le uniche due rotaie al mondo che potevano unirsi camminando parallele mano nella mano.

Lui era un sognatore mia cara, lui cercava sempre insieme a te, la storia perfetta, non la verità. Quella nessuno voleva sentirla davvero.

Ero rimasta solo io ormai, un’unica rotaia, e su un’unica rotaia, il treno non può viaggiare.

Baciai i suoi sorrisi, come lui baciò ripetute volte i miei.

Mi stinse a sé, come se non aspettasse altro, mi strinse così forte da poter spezzare ogni singolo osso che costituiva il mio corpo, ma non aveva importanza, mi sentivo leggera, protetta fra le sue braccia.

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